Lungofiume dei Poeti

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Un’iniziativa dell’associazione Infezna: presidente Luigina Ricchi

Una galleria di murales a cielo aperto….

Il Lungofiume degli Artisti, nelle intenzioni dell’associazione Infezna, è  una sorta di laboratorio pronto ad accogliere svariate espressioni artistiche, così da rendere l’ambiente frequentato, vissuto, amato e curato da riminesi e non.
Dopo una accurata preparazione dei muri, realizzata grazie all’opera dell’artigiano Aldo Casciello, ancora oggi vari artisti coordinati da Giuliano Maroncelli realizzano murales che raccontano le storie legate al mare, che fa da sfondo alla vita di tutti i giorni.
I murales sono arricchiti da poesie dialettali di Guido Lucchini, che legano così indissolubilmente questa sorta di affreschi contemporanei alla nostra terra.
Tra i soggetti trattati spicca lo “spiaggiamento del capodoglio”, evento avvenuto realmente il 4 aprile del 1943 nella vicina piazza della Balena, al cui centro è collocata la scultura dedicata al cetaceo da Elio Morri nel 1969.
Nel murale realizzato da Enzo Maneglia si celebra invece il film Amarcord, con a corredo la celebre poesia del muratore Calzinazz (ispirata alle rime altrettanto famose di Tonino Guerra) “Mio nonno fava i mattoni, mio babbo fava i mattoni, fazzo i mattoni anche me, ma la casa mia dov’è?”.
Tra le opere più apprezzate dai turisti che si inoltrano nella passeggiata c’è sicuramente “L’airone” di Ilse Sanftl, che sembra voler riprendere il volo di uno degli aironi cenerini che si possono vedere nel canale (“E l’airone e vola in elt, sempre piò in elt… chissà… forse a la rizerca d’un mand nov?... O fors d’un amor ch’ù n’à piò).
Nel lavoro di Giuliano Maroncelli viene invece mostrato il lato romantico del mare, e così le biciclette parcheggiate si appoggiano l’una all’altra come i due innamorati abbracciati nella battigia (“Te mumeint che a m’tròv i lè, davanti stè mer… A t’strenz ancora tra l’mi brazi.”).
Il mare però è anche solitudine, soprattutto nel periodo invernale, e così nell’opera di Maurizio Minarini vediamo soltanto un mare accennato che divide l’azzurro del cielo con l’ocra della spiaggia (“Sospeso nella nebbia l’urlo dei gabbiani è il richiamo vivo di un intorno reale”).
Nelle figure di Gianni Caselli, alcune ragazze in costume escono dall’acqua e pare vogliano raggiungere chi le guarda dall’alto della passeggiata.